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martedì 21 aprile 2015

E per festeggiare l'anniversario della nascita di Roma: "I 7 Re di Roma" con Gigi Proietti. Versione completa.

"Aprile Aprile Aprile, e Roma è tutta in fiore"

Qui sotto trovate la versione completa del meraviglioso spettacolo di Garinei& Giovannini con Giggione.
E dal minuto 23:40 potrete ascoltare la canzone cantata da Romolo-Proietti per celebrare la nascita di Roma.


mercoledì 9 febbraio 2011

I 7 re di Roma (17): fine.

Bruto: "Je bastato sentì la voce! Sono passati 244 anni da quando Romolo tracciò il solco, con Tarquinio il Superbo finisce il tempo dei re, un tempo in cui i confini tra terra e cielo non erano ancora bene definiti, il meraviglioso rientrava nelle vicende umane e i prodigi facevano parte dell'ordine naturale delle cose...ora con la repubblica si entra nella storia e gli uomini, nella fattispecie il popolo, diventano protagonisti...(Giano ride)...che ridi aò?"
Giano:"no no niente"
Bruto:"...ora con la repubblica si entra nella storia dell'uomo...(Giano ride ancora)..c'arifai?"
Giano: "no, no, scusa! E' che io so quello che viene dopo. Eh!"
Bruto: "vabbè, ma io ancora nun lo so..per cui.."
Giano: "ps..ps..ps"
Bruto: "ma che voi aò?"
Giano: "vuoi sapere quello che viene dopo i 7 re?"
Bruto:"no! Nunlo vojo sapè!"
Giano: "è importante, credi a me!"
Bruto :"si ho capito poi che viè, mejo allora nun sapè! Voi, volessivo sapè, quer che accade dopo i re?"
Popolo: "no! Nun lo volemo sapè! Nun ce volemo pensà!"
Giano: "fate male a nun volè, si potessivo sapè, ve potreste regolà, circa quello che verrà.."


FINE

martedì 8 febbraio 2011

I 7 re di Roma (16): morte di Lucrezia.

Entra Lucrezia con i vestiti strappati e sconvolta.

Bruto: "Lucrezia, ma che t'hanno fatto?"
Lucrezia: "Sesto Tarquinio è entrato dentro casa mia, va a chiamà mi marito che invece de fa la guerra ai Rutuli di Ardea, se ne potrebbe sta a casa sua a guardà la moje e, chiama pure mi padre, Spurio Lucrezio, perché stanotte mentre dormivo...ho perso l'onore!"
Bruto: "n'antra volta?"
Lucrezia:"Come n'antra vorta!"
Bruto:"no! Tu, no tu no...Lucrè, no Lucrè èche stavo a ripensà a tutta la storia nostra, Rea Silvia, le Sabine e stavo pure a pensà che co tutte ste violenze a Roma, nun se ne pò più!"
Collatino:"Lucrè!..Lucrezia!"
Lucrezia: "Collatino, sposo mio! Papà!"
Bruto:"Ammazza aò! A Roma le notizie corono come er vento eh!"
Collatino:"Sesto Tarquinio lo v raccontando pe tutte le osterie, ma è vero?"
Lucrezia:"Solo il mio corpo è colpevole, la mia anima è innocente" 
(Collatino sbatte la testa al muro)
Spurio Lucrezio:"tu non hai colpa figlia mia, l'animo innocente non può essere punito, perché dove non c'è colpa, non c'è punizione."
Collatino:"Aò, 'nbè allora, quann'è così...annamo tutti a cena!"
Lucrezia:"No! Io mi assolvo dalla colpa, ma non mi sottraggo al castigo! Dite alle donne romane che nessuna vivrà impudica se seguirà il mio esempio!" (si uccide infilzandosi con il coltello)
Collatino (guardando il sangue sulla sua mano):"Romani! Giuriamo su questo sangue purissimo!" 
Bruto:"Quello nun è purissimo, quello è er tuo, t'esce dalla capoccia! Veniteme appresso, svejamo i romani..
Popolo de Roma, popolo de Roma, scenni dal letto accenni li tizzoni...stanotte n'se dorme! Tarquinio, a rispermiamme la vita, l'hai fatta in pizzo ar cornicione!"
una donna:"Che ve strillate!"
un uomo:"ma che è, chi è che strilla?"
altro uomo: "è Bruto!"
una donna: "ma che è successo?"
un uomo: "a Bruto, va a dormì! ma che c'ha in braccio?"
una donna: "è Lucrezia! E' morta...è morta!!"


un uomo: "aò! ma Bruto nun era stronzo?"


popolo: "Via i Tarquini, evviva la Repubblica!"
un uomo: "che è la repubblica?"
Collatino:"I Tarquini sò scappati da Roma!"
popolo: "Evviva la repubblica!!"

lunedì 7 febbraio 2011

I 7 re di Roma (15): Bruto e l'oracolo.

Arrivano i figli di Tarquinio seguiti da Bruto.

Bruto: "Che ve corete aoh! State sempre a core, ammazza ce n'avemo messo de tempo eh? Pe ritornà da Delfo. Ch'ha detto la Pizia, l'oracolo, ve lo ricordate? No, nun famo che se lo semo scordati. La Pizia ha detto avrà er potere chi de oi ariverà pe' primo a Roma a bacià la madre...no, allora,no, veramente, allora demo esse coretti e leali..eh! Gajardo, m'è venuta n'idea! Famo come a olimpiadi, mo disegno una striscia per tera, se mettemo tutti e tre alleprati e ar via scattamo tutti insieme!"

Figlio: "ma per andare dove?"
Bruto: "Pè anna a bacià mamma!"
Figlio:"Ma te ce l'hai la mamma?"
Bruto: "Io no! Io so orfanello!"
Figlio:"e allora dove vai?"
Bruto:"che ne so, 'ndo vado?"
Figlio:"lo vedi che sei imbecille!"
Bruto:"E allora che devo fa?"
Figlio:"niente! Dici via e ar via partimo noi due soli che mamma ce l'avemo!"
Bruto:"Vabbè!...Pronti?Uno, due...fino a quanto arrivamo a contà? Arrivamo fino a tre, dai va! Pronti? Allora pronti? Uno, due...ma perché sariva sempre fino a tre quanno se conta? Nun se potrebbe arivà fino a otto, fino a nove, nun ciavete pensato mai? Poi dice che l'imbecille sò io...dai, ricominciamo..pronti? Pronti, pronti? Sete pronti? Uno, due...ma perché pe' annà a bacià la madre, uno nun deve esse pe' forza orfanello? Questa nun l'ho capita mai!"
Figlio:"Vabbè, va, ho capito..pronti? Via!"


Arriva Lucrezia.

sabato 5 febbraio 2011

I 7 re di Roma (14): Bruto e Lucrezia.

Giano introduce Bruto: "Bruto in latino significa imbecille e Lucio Giunio Bruto deve la sua vita al fatto di essere imbecille: Tarquinio iol Superbo gli ha sterminato la famiglia, ha risparmiato solo lui perché è lo scemo del villaggio,ma...eccolo che arriva!"


Bruto corre via per accompagnare i figli di Tarquinio a Delfo. Si affaccia alla finestra Lucrezia, con Sesto Tarquinio che le fa una serenata dalla strada. Sul web questa parte non c'è e mi sono permessa di recitare il monologo di Lucrezia.


Arrivano Bruto e i figli di Tarquinio.

venerdì 4 febbraio 2011

I 7 re di Roma (13): Tarquinio il superbo.

Giano dice: "In memoria di questo atroce avvenimento, la via del foro che dall'Esquilino scende verso il tempio di Diana, fu chiamata via scellerata, il trono gronda lacrime e sangue. (...) ascende al trono l'ultimo dei Tarquinni...Tarquinio il Superbo."

Costui fa un entrata cantata molto eccentrica:
"Ecchime qua!Ah, ah, ah! Ecchime qua..
So pronto
Lo sai chi so
so io
Te paro poco io
Che so Tarquinio er re
Ma tu te re..
..endi conto
che er re so solo io
e che vor dì esse re
Nessuno è più de me"


Segue il dialogo tra i figli del re: "Giovanotti, pensiamo subito alla successione, papà sta a dà i numeri!".
Decisono di andare a Delfo dalla Pizia per interrogarla: "Tu je fai 'na domanda e quella ti risponde cor vocione basso di Apollo che ja parla de dentro! Solo che..'nse capisce niente!".
Uno di loro, Sesto Tarquinio, decide di restare a Roma per continuare a fare la corte a Lucrezia: "Attento Sesto Tarquinio che co Lucrezia ce sbatti er grugno!".
I due fratelli non vogliono andare soli ed allora Sesto Tarquinio consiglia loro:"Portateve appresso Bruto!..L'imbecille!".

Ma chi è Bruto lo vedremo nel prossimo post.

giovedì 3 febbraio 2011

I 7 re di Roma (12): Servio Tullio.

Purtroppo non c'è nessun video sul web riguardo questo personaggio. Dovrete accontentarvi del mio racconto.
"Sono Servio Tullio, sesto re de Roma, il primo in qualche modo ereditario..in qualche modo pe vi che Tarquinio Prisco era mio suocero. Sono stato eletto solo dar Senato, sono stato eletto, er popolo nun ne sa niente, nessuno j'ha mai chiesto niente j'ha mai chiesto. E' arivato er momento di ridare voce al popolo...che da troppo tempo nun parla più!"

Qui Giano lo avverte di non farsi troppo voler bene perché nella storia potrebbe risultare che lui in realtà non era lui. Immaginate il dialogo esilarante che ne esce fuori. Cocluso da Servio Tullio:

"Ma come che me frega...qui me schioppa 'na creisi d'identità me schioppa..come Tullio io ho due figlie, tutte e due Tullia de nome: Tullia bona e Tullia cattiva...bè, poi cattiva, insomma, vivace!
Si sposano i figli di Tarquinio Prisco: Arrunte e Tarquinio. Arrunte è bono e Tarquinio è superbo, ma più che superbo, è proprio cattivo!
Come è fatale, Tullia bona sposa Tarquinio cattivo e Tullia cattiva sposa Arrunte bono; dopo un pò come te sbaji?
Tullia cattiva, che nun è proprio cattiva ma è vivace, ammazza er marito, Arrunte bono e Tarquinio il superbo, che invece è proprio cattiva, ammazza la moje, Tullia bona. Regolarizzata così la situazione, si sposano....che bella famija eh?!
Poi dice perché io Servio Tullio sono venuto ad abitare qui, qui alle vere esquilie, come le chiama Orazio...qui proprio all'Esquilino, proprio sopra al Brancaccio, fra gli assassine e le mignotte...bè è er minimo!"
A questo punto c'è una bellissima canzone interpretata da "assassini e mignotte". Alla fine, in mezzo allora arriva Servio Tullio spodestato dal trono da Tarquinio il superbo. Racconta il fatto e poi se ne va "(...)..no grazie, ja faccio da solo...un re...more in piedi".
Il re si avvia e gli altri descrivono la scena che vedono:
"Il re s'incammina, cade! no, no, si rialza! Prosegue, vacilla!"
"Ecco..una carrozza, esce da portone."
"E' Tullia cattiva, la figlia del re che guida, coi capelli al vento"
"Va incontro al padre"
"Il re va incontro alla figlia, le fa cenno"
"Ma che fa Tullia! Frusta i cavalli, accelera!"
"Ma così gli va addosso""
"Il re salta di lato, cerca di evitare"
"Oh no! L'ha messo sotto!"
"Gli ha scrocchiato l'ossa"

mercoledì 2 febbraio 2011

I 7 re di Roma (11): la pennichella e morte di Tarquinio Prisco.

Premetto che di questa parte non esistono video dello spettacolo purtroppo.
Avevamo lasciato Lucumone e Tanaquila sui loro triclini: come vi dicevo, Ocrisia non li ha avvelentati ma loro sono stai presi da "quella che a Roma noi chiamamo pennichella".
C'è una bellissima canzone dedicata alla Pennichella che potete trovare solo nella versione di Gianfranco Lacchi su you tube ma Proietti la rende in tutt'altro modo naturalmente.



"Lassame appennicà, è tanto bello sognà."

Finita la canzone, Servio Tullio, figlio di Ocrisia, prende fuoco. Tanquila interpreta questo come segno divino e dice a Tarquinio di maritare con lui la loro figlia.
Questa decisione provoca la reazione dei figli di Anco Marzio: "dà in moglie sua figlia ad uno schiavo figlio di una schiava". Uccidono Tarquinio Prisco con un'accettata in testa.
Tanaquila fingerà per molto tempo che suo marito sia ancora in vita "e comunicò al senato che per volontà del re e per il periodo della sua convalescenza tutti dovevano obbedire a suo genero Servio Tullio".

Servio Tullio fu poi invitato a regnare in titolo ma Tanaquila si lamenta perché i romani non l'hanno ringraziata anzi: "Hanno detto che stavo d'accordo con i figli di Anco Marzio pe ammazzà Tarquinio, che ero l'amante de Servo Tullio, dice: tnato è na donna, che pò esse!(...)Questa è la riconoscenza dei romani".

martedì 1 febbraio 2011

I 7 re di Roma (10): le donne a Roma e Tarquinio Prisco.

Dopo la bellissima canzone di Anco Marzio, Giano introduce il ruolo delle donne a Roma.
Anche questa scena è stata tagliata (ancora devo capire il perché) dalla versione di rai2.



"E a quel tempo, mosso da ambizione e da speranza d'onori, venne a Roma un certo Lucumone di Tarquinia, figlio di un demarato di Corinto."



Tranquilli, non sono morti..vedremo cos'è successo domani.

lunedì 31 gennaio 2011

I 7 re di Roma (9): fine di Anco Marzio.

Inizia a questo punto un dialogo tra Anco Marzio e Giano in cui il dio lo accusa di aver preso le armi per primo contro gli Etruschi:"(...) l'esercito romano ha passato il ponte e occupato il Gianicolo!" "Ma nun eri tu che dicevi sembre 'Attendo all'Etruschi!Attendo all'Etruschi!', mò perché la cosa te tocca personalmente nun dovemo sta più attendi?". Nel frattempo i latini prendono le armi per primi.
Anco Marzio depone la corona: "(...) perché sento che sto a fa 'na fine, che nun sarà mai chiara. Vero?".


sabato 29 gennaio 2011

I 7 re di roma (8): Anco Marzio

Dopo la morte di Romolo annegato e di Tullo Ostilio fulminato da Giove, ormai nessuno vuole più sedersi sul trono..e tutti aspettano l'arrivo del "burino" Anco Marzio!



Dopo la splendida e nostalgica canzone Anco Marzio risvegliail popolo: "Si però non vi lasciate prendere la mano dalla nostalgia eh!" ed introduce la sua invenzione del carcere "Dicesi carcerem nel circo lo steccato che trattiene li cavalli prima della corsa (...). Ahò, manco l'avevamo finito de costruì, che ci avevamo schiaffato drento mezza Roma!"

La bellissima canzone seguente non è stata mandata in onda nella versione di rai 2 qualche anno dopo lo spetttacolo. L'ho trovata nel canale della bellissima ragazza che ha interpretato Orazia.


venerdì 28 gennaio 2011

I 7 re di Roma (7): Parche e morte di Tullo Ostilio

Dopo l'esilarante performance di Orazio, c'è un altro dei momenti più belli ed emozionanti dello spettacolo dal mio punto di vista.
Entrano in scena le Parche che duettano con Tullo.



E da qui parte uno splendido monologo di questo re che ha in odio gli dei e che per questo verrà ucciso proprio da Giove.


giovedì 27 gennaio 2011

I 7 re di Roma (6): Orazi e Curiazi

Ci siamo lasciati con l'inizio della battaglia tra Orazi e Curiazi.
Giano dice: "Pochi però sapevano dell'amore suburbano che univa la sorella degli Orazi, con uno dei Curiazi."



Dopo questo canto straziante e meraviglioso, entrano gli Orazi vincitori con le spoglie dei Curiazi (con sottofondo una delle meravigliose musiche di Nicola Piovani). Il fratello Orazio si avvicina per abbracciarla ma lei se ne va e accarezza il mantello del suo amore. Segue un breve dialogo tra Orazia e suo fratello ..un dialogo che finisce con Orazio che dice:"Allora mor'ammazzata!" e la uccide.
Inizia il processo ad Orazio, durante il quale sopraggiunge Orazio, padre degli Orazi e dell'Orazia: preparatevi a morire del ridere.




Alla fine, tutto il Senato piange e Giano afferma quanto sia ipocrita il potere: "mentre le figure degli Orazi restarono a giganteggiare nella storia romana, quella dell'Orazia fu giustamente dimenticata!"

mercoledì 26 gennaio 2011

I 7 re di Roma (5): Tullo Ostilio (prima parte)

Numa fu seppellito sul Gianicolo e la ninfa Egeria pianse la sua morte nel bosco dell'Ariccia, "finché Diana"-racconta Giano- "impietosita da tante lacrime, la trasformò in fonte. Ma inutilmente, oggi, la cerchereste nel bosco nemorense, la fonte Egeria, fin dai tempi antichi fu identificata con quella che sgorga da un ninfeo della via Appia, fra i ruderi della villa di Erode Attico e di sua moglie Annia Regilla e voi, ogni volta che bevete da quella fonte, forse bevete una lacrima della ninfa, che ancora piange, la morte di numa."

A questo punto una musica da guerra introduce Tullo Ostilio.



Dopo questa scena c'è un dialogo tra Giano ed il re in cui Giano predice che gli Etruschi sono sull'orlo della guerra con la seguente risposta del re:

"Aò, ma tu stai rinchiuso pè trentatre anni e appena risorti fora te metti a fa 'a Sibilla? Come li odio 'sti ei, proprio nun li sopporto! Tu pensa a fa er dio che a fa la guera (risata sarcastica) ce penzo io!"

Dopodichè c'è un bellissimo duetto con l'etrusco Mezio Fufezio: non vi dico cosa verrà fuori col nome di costui.
Queste scene però le potete soltanto immaginare purtroppo.
Da qui inizia ad essere raccontata la battaglia tra Orazi e Curiazi ma la vedremo domani.

martedì 25 gennaio 2011

I 7 re di Roma (4): Numa Pompilio

Congedato Romolo, dopo l'introduzione degli etruschi. è la volta di Numa Pompilio, introdotto da una bellissima canzone del popolo della campagna romana.



La parte dedicata a Numa c'è tutta sul web ma per arrivare alla fine dovete poi andare sul link qui sotto e dovrete risentire la canzone "Una è la luna"...ma penso che possa essere soltanto un piacere.



Io piango ancora quando la vedo.

lunedì 24 gennaio 2011

I 7 re di Roma (3): Romolo

Dopo una meravigliosa canzone dedicata alla leggenda della lupa e di Romolo e Remo ("Eccoli, i fondatori della città!"), ecco il primo re.



In assoluto una delle scene più belle dello spettacolo!
Purtroppo nel video mancano tre parti bellissime:
- Ersilia (una Sabina): pezzo estremamente divertente in cui i due parlano del ratto delle sabine ("Nun te dico che gentilezza, m'hai scaraventato dietro 'na fratta come 'n abbacchio!").
- Tarpea: monologo delizioso della donna accusata di aver tradito Roma e che si difende dicendo che all'epoca Roma era una città senza donne ("E cambiate nome alla rupe...e pure al ristorante.")
- Giano: il dio demoralizza Romolo dicendo che probabilmente lui non è mai esistito ("E pensà che ho fatto tutte ste cose, senza esiste!")

Peccato davvero che non ci siano.

sabato 22 gennaio 2011

I 7 re di Roma (2): Enea e Fauno Luperco

Dopo l'arrivo di Giano, dio dai due volti, viene presentato Enea come leggendario fondatore di Roma.
Purtroppo nel web non c'è il video di questa scena, esilarante e breve:
Giano "Alla morte di Enea.."
Enea "Manco so' arivato che già so' morto?".
La successiva vede la strepitosa interpretazione di Fauno Luperco ("So brutto eh?"), divinità pastorale e la trovate nel link qui sotto.



venerdì 21 gennaio 2011

Giggione ed i 7 re di Roma..un capolavoro!

Ho chiesto a molte persone che amano Giggione se hanno mai visto "I 7 re di Roma".
Molte mi hanno detto no.
Per questo motivo ho deciso di postare ogni giorno il link ad un pezzo del suo spettacolo, cercando di metterli in ordine: purtroppo sul web non c'è tutto, quindi mi raccomando, trovate il modo di vederlo per intero.

Penso che mai nessuno abbia fatto una prova d'attore come quella che Gigi Proietti fa in questo straordinario spettacolo di Luigi Magni.
La leggenda della nascita di Roma descritta da un attore romano e straordinario, penso sia quanto di più bello possa esistere.

Anche per chi non è di Roma.

Nella scena che vedrete Gigi interpreta "er bionno Tevere"...che dire? Commentate voi.